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"Impermanenza", Opera di Sati Martina Mercuri

Le radici di Halloween nel folklore nord-europeo

Da pochi giorni (per la precisione, il 28 di ottobre) nel Calendario Runico è iniziato il periodo di Hagalaz.
È la runa della Norna Urdr, colei che governa il Passato che significa anche Destino. Per gli antichi popoli germanici e scandinavi esisteva una specie di concetto di Karma che sosteneva che ciò che è avvenuto in passato influisce sul presente e sul futuro e governa perciò il nostro destino. 

La runa hagalaz è connessa al Ragnarök il Destino degli Dèi, la battaglia finale tra le potenze della luce e dell'ordine e quelle delle tenebre del caos, in seguito alla quale l'intero mondo verrà distrutto e quindi rigenerato.

Hagalaz rappresenta la rottura degli schemi, quella energia potente che arriva nella nostra vita quando è necessario un radicale cambiamento.
Inutile opporsi a tale potenza Il rischio è molto alto!  

L'inverno è alle porte, la luce cede il passo all'oscuritá. Nella tradizione scandinava questo mese era dedicato ai sacrifici e alla divinazione.

In questi giorni celebreremo All Hallows' Eve, Halloween per gli americani, la festa di Ognissanti tempo di celebrazione e ringraziamento ma soprattutto di connessione con gli Antenati, che anticamente erano celebrati con sacrifici alle divinità della Terra, della Fertilità e della Pace.

Ti condivido di seguito alcune interessanti informazioni sul folklore nord-europeo in cui affondano le radici di tali tradizioni connesse al periodo che stiamo vivendo.
 

BLOTMONATH IL MESE DEI SACRIFICI

Il mese di ottobre nella tradizione norrena era chiamato "Blótmonath", "mese dei sacrifici", ed era tradizionalmente considerato l'inizio dell'inverno. Dopo le celebrazioni del raccolto eseguite a fine settembre iniziava la transizione stagionale.

Fonti islandesi affermano che il disablót, ovvero i sacrifici dedicati alle disir, divinità femminili della casa e della terra, si tenevano intorno alla metà di questo mese.

 

LA MACELLAZIONE RITUALE

Ottobre era il mese dedicato alla macellazione del bestiame in eccedenza, che non sarebbe sopravvissuto all'inverno. Questo mese in Norvegia e Svezia era chiamato Slaktmåned, mentre il calendario islandese usa Górmánuðr, nomi associati alla macellazione.

In una prospettiva animista il "sacrificio" e la macellazione degli animali sono spesso pratiche identiche o strettamente associate.

Nella nostra società industrializzata la produzione di carne e l'uccisione di animali è totalmente priva di pratiche rituali di rispetto e gratitudine.

In una percezione animista, uccidere un altro essere è una gestione problematica e pericolosa della vita e della morte. L'atto di uccidere era universalmente ritualizzato.

Nelle antiche società agrarie mangiare carne era un lusso raro ed era sempre connesso a pratiche religiose di celebrazione. Attraverso l'atto del sacrificio, l'animale veniva identificato con una divinità, il dio rinvigoriva il corpo di chi lo ingeriva attraverso il consumo della sua carne.

Era la divinità che autorizzava la comunità che beneficiava così di un apporto vitale di proteine ​​​​ricevute dai sacrifici religiosi.
 

LE PREVISIONI ORACOLARI

L'apertura della stagione oscura era anche un periodo dedicato alla consultazione oracolare, per ottenere presagi e previsioni per il nuovo anno.

Le antiche saghe norrene descrivono le völur, o gli spá-men, rispettivamente sacerdotesse e sacerdoti del Seiđr, l'antica magia divinatoria scandinava, intenti nelle pratiche di divinazione durante questa stagione.

L'elemento della magia è connesso alla soglia dell'inverno, visto come uno dei periodi di transizione in cui i confini tra i mondi sono più sottili del normale. Questo rende tale periodo appropriato per le pratiche divinatorie e lo sciamanesimo.

Diverse fonti menzionano la padrona di casa che conduceva sacrifici agli spiriti della casa così come alle dee disir, la cui origine è connessa al culto degli antenati.

Lo studioso britannico Terry Gunnell ritiene che l'anno precristiano fosse caratterizzato da due stagioni: una stagione invernale associata alle donne, alla morte e alla magia e una stagione estiva associata agli uomini, al commercio e alla guerra", con la presenza di dee magiche selvagge nel folclore invernale.

 

IL DIO FREYR E I RITUALI DI FERTILITÀ

I popoli scandinavi adoravano il dio Freyr, gli Elfi, e la famiglia dei Vanir, ovvero gli dèi della Terra, della Fertilità dell'Abbondanza e della Pace.

Un poema scaldico racconta come a un viaggiatore in autunno fu negata l'ospitalità e il riparo in una fattoria in Svezia perché la gente stava celebrando l'Álfablot "Il sacrificio agli elfi" e temevano l'ira degli dèi se gli avessero aperto la loro casa.

 

IL CULTO DEL FALLO DI CAVALLO

Il racconto islandese Volsa þáttr racconta uno strano rituale associato alle notti d'inverno. La storia descrive il culto del fallo di un cavallo praticato in una fattoria norvegese. Sia il riferimento agli elfi che il culto fallico possono riflettere l'adorazione del dio Freyr, che era particolarmente significativa in questo periodo dell'anno.

Nel rituale fallico descritto nel Volsa þáttr, le persone di questa casa, principalmente le donne, si rivolgono a figure chiamate Mornir, che si ritiene siano jotnar (giganti) femminili.  Questa è probabilmente una pratica religiosa incentrata su una femminilità sessualmente trasgressiva e pericolosa e quindi collegata all'attenzione per le dee selvagge che caratterizzano il periodo oscuro.

 

HALLOWEEN ERA ALL HALLOWS EVE

Nella Scandinavia meridionale l'inizio dell'inverno cadeva alla vigilia di Ognissanti.

Oggi questa particolare celebrazione dell'oscurità trova la sua massima espressione nell'Halloween nordamericano contemporaneo, quando il carnevalesco e il mostruoso vengono liberati alle soglie dell'inverno.

 

The Wild Hunt of Odin, 1872, Peter Nicolai Arbo

The wild hunt of Odin, Peter Nicolai Arbo, 1872

 

HELMISSE IL CAVALLO FANTASMA

Una particolare usanza nello Jutland era quella del sacrificio dei cavalli.

All Hallows' era tradizionalmente chiamato Hellemisse (Hallow-mass). In questo periodo un vecchio e inutile cavallo sarebbe stato ucciso o lasciato sui campi aridi a morire di fame durante l'inverno. Questo cavallo sacrificale era chiamato Helmisse. Il nome lo identifica con il periodo in cui veniva sacrificato perché All Hallows era anche chiamato Hellemisse.

Questo tradizione potrebbe essere in relazione con l'inizio della Caccia Selvaggia, la tradizione secondo la quale nel buio dell'inverno una processione selvaggia di spiriti dei morti e di mostri girovagavano sulla terra.

Possiamo trovare un parallelismo nella tradizione danese del cavallo fantasma dell'Helhest (Hel-horse) che si dice fosse sepolto sotto chiese o cimiteri, che in Scandinavia sono quasi sempre lo stesso luogo.

Oltre ad essere sacrificati, gli animali potevano anche ricevere sacrifici. Anticamente i paesani portavano offerte di foraggio per un cinghiale sacro del villaggio.

Il motivo del cavallo nelle varie tradizioni di All Hallows, potrebbe riflettere un'associazione con il dio della fertilità Freyr, una divinità che era specificamente associata ai cavalli.

La tradizione del sacrificio del cavallo potrebbe essere un rituale purificatore come quella del capro espiatorio ebraico o altri antichi rituali di purificazione della comunità.

 

 

Fonte: "The Nordic Animistic Year" di Rune Hjarnø Rasmussen, www.nordicanimism.com

Articolo a cura di Siddha Giovanna Bellini
In copertina: opera "Impermanenza" di Sati Martina Mercuri

Per approfondire:
RUNOLOGIA ARCHETIPICA alla Città della Luce 
Accademia di Runologia Archetipica
Consulti runici con Siddha Giovanna Bellini