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Psicogenealogia e Genosociogramma

Psicogenealogia e Genosociogramma

 

Anne Ancelin Schützenberger

Il 2019 ha coinciso con il centenario della nascita di Anne Ancelin Schützenberger (29 marzo 1919 - 23 marzo 2018), considerata a livello internazionale la fondatrice della Psicogenealogia e ideatrice del Genosociogramma; e proprio secondo questa disciplina, gli anniversari dei cento anni, sia a livello di sistema famiglia sia a livello storico-sociale, possono aprire portali di elaborazione e portare cambiamenti inattesi.

Donna e psicologa straordinaria, grazie alla sua fervida mente ha avuto il coraggio di investire idee, tempo, studio per qualcosa di completamente nuovo, qualcosa in cui credeva fortemente e che probabilmente è stato considerato eretico dal mondo accademico della metà del ‘900. Anne Ancelin nasce a Mosca e in seguito si trasferisce a Parigi, dove intraprende gli studi di psicologia, psicoterapia, matematica. Allieva di Françoise Dolto, lavora anche a fianco di Margaret Mead, Carl Rogers e con Gregory Bateson del Gruppo di Palo Alto. Nel 1950 riceve il premio Aide Alliee conferito per la Resistenza durante gli anni dell'occupazione nazista.

Nel 1951 si trasferisce in America per osservare i processi di interazione e le dinamiche di gruppo intraprese da Kurt Lewin e contemporaneamente conosce Jacob Levi Moreno e diventa allieva del fondatore della Sociometria. Fondatrice dell’Associazione Internazionale della Psicoterapia di Gruppo, nel 1976 Anne Ancelin viene insignita del titolo di Professore Emerito di Psicologia presso l’università di Nizza.

Durante tutta la sua carriera riceve riconoscimenti e cariche onorifiche da parte della comunità scientifica internazionale. Nel 2001 viene riconosciuta come Membro Onorario della FEPTO (Federation European of Psycodrama Training Organization).
 

Ritratto di Famiglia

Pier Francesco Cittadini detto il Milanese, Ritratto di famiglia (1645 circa)

Il grande merito di Anne A. Schützenberger è quello di aver presentato al grande pubblico il suo lavoro sulla psicogenealogia, in particolare nel libro La sindrome degli antenati, divenuto un best-seller in tutto il mondo: montato come un documentario di National Geographic, esemplifica con numerosi esempi clinici i vari modelli teorici di questo metodo.

Il suo contributo nel campo della psicologia sistemico-familiare ha permesso a numerosi terapeuti di integrare l’aspetto transgenerazionale nella loro pratica ed è la base di lavoro per chi si approccia al metodo delle Costellazioni Familiari.

Durante le sue ricerche ha raccolto centinaia di dati trovati negli archivi delle anagrafi e nei rapporti ospedalieri dimostrando con evidenza scientifica che esistono delle correlazioni fra i traumi familiari e le date in cui questi traumi si verificano. Questo approccio è, ad oggi, largamente riconosciuto e praticato da molti professionisti dell’aiuto, ricercatori, studiosi e autori.

Per citare un esempio, uno dei casi clinici più emblematici è quello di una bambina di nome Natalie di 3 anni e mezzo, che compie gli anni il 26 aprile. Durante una seduta, disegna su un foglio una maschera antigas, sostenendo che quella fosse la bestia che non la faceva dormire la notte. Dopo alcune ricerche la Schützenberger scopre che un prozio della bambina, morì durante la prima guerra mondiale a Ypres (Belgio) il 26 aprile 1915, proprio intossicato dal gas. La bambina non conosceva questa storia perché in famiglia non se ne parlava, tuttavia il trauma dello zio era stato trasmesso fino a Natalie, che lo ha manifestato nei suoi sogni.

La Famiglia dei duchi di Osuna

F. Goya – La Famiglia dei duchi di Osuna, 1787

In realtà, l’idea che i nostri destini e la nostra vita possano essere concretamente determinati dalla storia psicologica delle generazioni precedenti è molto antica. Nella tradizione medica cinese ed africana, per esempio, si tratta qualsiasi malessere all’interno del contesto familiare e genealogico: il rapporto con gli antenati definisce in buona misura i legami, i diritti, i doveri e l’identità che strutturano l’essere umano, sia a livello culturale che nella sua stessa biografia personale. I taoisti cinesi misurano il destino di una persona prendendo in considerazione nove generazioni, così come il retaggio culturale ebraico-cristiano fondato sulla Bibbia riporta in Esodo 20, 5-6: “Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra il suo favore fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi”.

Il focus centrale di questa disciplina è che i traumi, le sofferenze, le separazioni, i lutti che hanno vissuto i nostri antenati, se non sono stati sufficientemente elaborati, si possono manifestare nelle generazioni successive. Come? In forma di blocchi energetici, incapacità ad avere una relazione sana con gli altri, mancanza di autostima, malessere generalizzato, fallimenti scolastici o lavorativi, somatizzazioni di vario genere.

La Schützenberger volge in particolare la propria attenzione ai fenomeni e alle situazioni nel proprio contesto familiare, storico, economico, culturale, nazionale e psico-storico. La ricchezza del suo approccio dipende dalla varietà dei suoi punti di vista: psicologia, psicoanalisi, psicologia sociale, antropologia culturale, terapia familiare e comunicazione non verbale, ovvero il linguaggio del corpo e l’uso dello spazio.

È il carattere straordinario dei casi clinici che consente ad Anne Ancelin Schützenberger di passare dalla sincronicità junghiana, alle lealtà (familiari) invisibili e al concetto di genitorializzazione di Boszomenyi-Nagy, dal doppio legame della scuola di Palo Alto alle triangolazioni di Murray Bowen, dalle astrazioni di Abraham e Torok sulla cripta e sul fantasma, alla teoria del caos e dei frattali.

Scena di famiglia - Botero

F. Botero, Scena di Famiglia - 1969

Tutto questo materiale alla fine trova una disarmante omogeneità nello studio della storia transgenerazionale attraverso lo strumento del Genosociogramma. Si tratta di un Albero Genealogico particolare, perché non è solo un disegno compilabile a mano o con un software, ma è commentato da informazioni che si raccolgono durante la Consulenza sui tipi di relazione esistenti tra i componenti dell’albero, sulla qualità dei legami tra i componenti, su chi è svantaggiato, su chi ripete certi destini.

Il genosociogramma difatti riporta nomi, cognomi, date di nascita, di morte, di eventi particolari e speciali come separazioni, emigrazione, fallimenti e simili. E' uno strumento basilare che si dimostra potente nell’individuare piste sui possibili legami sotterranei ed inconsci che agiscono nell’immaginario della persona.

La compilazione del proprio genosociogramma è considerato un lavoro iniziatico che permette di visualizzare e consapevolizzare le sincronicità di date, avvenimenti, nonché le relazioni tra le generazioni, è ciò rende possibile individuare una pista da seguire nel cogliere quali possono essere questi fili invisibili e inaspettati che sono in risonanza con particolari personaggi di quello che, più che una storia, è un romanzo familiare. Un romanzo che agisce in noi – nel successo e nelle nostre difficoltà – ed in cui giochiamo un ruolo assegnatoci a nostra insaputa.

Questo mezzo permette di individuare i collegamenti tra le diverse generazioni, ossia il “nodo transgenerazionale”, che, in vari modi, continua ad influire sulle persone di una stessa famiglia e lavorare affinché non si ristabilisce un equilibrio. L’equilibrio si può ristabilire mettendo in scena, tramite il metodo delle Costellazioni Familiari Sistemiche, i personaggi coinvolti dagli eventi che si reiterano nella storia familiare, sciogliere così i blocchi e riprendere contatto con la proprio libertà individuale e il proprio progetto di vita.
 

Frida Khalo

Frida Kahlo – I miei nonni, i miei genitori e io (1936)

 

 Articolo a cura di Tulsi Serena Baroni