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La Sindrome del Gemello Scomparso

Care Amiche, cari Amici,

Come ben sa chi frequenta il lavoro di Psicogenealogia e Costellazioni Familiari che viene proposto dalla Città della Luce, da diversi anni ci troviamo a confrontarci con il Tema dei Fratelli e delle Sorelle non più in vita, (abortiti o morti prematuramente), e facendo ciò inevitabilmente ci imbattiamo nei nostri (eventuali) gemelli scomparsi.

Ecco cosa dicono al proposito i coniugi Alfred e Bettina Austermann nel loro libro “La sindrome del gemello scomparso”:

Secondo le constatazioni ecografiche del dottor Sartenaer, medico belga specialista in terapia prenatale, una gravidanza su otto presenta un concepimento gemellare, e in alcuni casi embrioni multipli, ma solo un parto su 70 è gemellare.

La morte degli altri embrioni avviene di solito entro il primo trimestre di gravidanza. Se la morte avviene prima della quattordicesima settimana di gestazione l’embrione viene completamente assorbito dalla placenta o si integra nel corpo del co-gemello. Se è successiva si può vedere nella placenta espulsa una sorta di feto fossilizzato. Prima degli anni 80 e dell’avvento dei metodi ecografici un gemello scomparso veniva notato raramente. A livello fisico la madre non sente nulla e non si accorge di nulla.

La psicologia prenatale ha scoperto che il feto, persino allo stato embrionale, soffre enormemente per questo lutto così precoce, che, per milioni di persone, sarà per tutta la vita la causa di uno struggimento, di un malessere profondo, talvolta di grande aggressività e irrequietezza, o addirittura di un senso di colpa per essere al mondo e di un desiderio di morte.

Nell’ambito del nostro lavoro abbiamo potuto osservare come molte sofferenze inesplicabili e molti drammi relazionali siano correlati al problema del gemello scomparso. Abbiamo incontrato molte persone che ci chiedevano: “che cosa non funziona in me? Perché le mie relazioni non vanno? Perché sul piano professionale non va?

Abbiamo incontrato gente alla ricerca costante di qualcosa di inesplicabile, persone che avevano girato in lungo e in largo il pianeta innumerevoli volte o che avevano seguito diverse terapie senza un risultato degno di nota o che avevano cercato l’illuminazione spirituale o che avevano superato la morte di un amatissimo animale domestico solo dopo molti anni.

I sintomi che possono riscontrarsi nei gemelli nati soli sono i seguenti (anche se soffrirne non vuol dire necessariamente aver perso un gemello). Sintomi fisici: problemi di udito, problemi di vista, malformazioni congenite della colonna vertebrale, cisti dermoidi e teratoma, tumori al cervello. Tra le ripercussioni psicosomatiche: vertigini, oppressione al petto e dolori di cuore, attacchi di panico, tremori e paura della morte, problemi cutanei, coliche. Tra le ripercussioni fisiche: sensi di colpa, senso di solitudine, depressione, “appiccicarsi” agli altri, debolezze, gelosia, affaticamento cronico, manie di “persecuzione”, “fame” di contatto fisico, colpi di sfortuna ed insuccessi professionali a ripetizione, difficoltà ad avere figli, desiderio di morte.

In retrospettiva, basata sulla nostra conoscenza della sindrome del gemello scomparso, siamo oggi in grado di comprendere che tutte queste persone cercano l’altro disperatamente e spesso senza rendersene conto.

Abbiamo visto profondi cambiamenti nelle vite di queste persone (adulti, adolescenti, bambini) dopo la scoperta di un gemello scomparso, scoperta che ha infine consentito loro di esperire pienamente l’amore e la felicità.

 

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Una intervista ad Alfred Austermann,

autore del libro La sindrome del gemello scomparso

https://www.youtube.com/watch?v=jrQMhfRmkHY

 

È possibile leggere alcuni capitoli del libro di Alfred e Bettina Austermann
al seguente link:
La Sindrome del Gemello Scomparso

 

 

https://www.macrolibrarsi.it/speciali/un-mistero-che-trova-risposta-est…

Altro testo edito recentemente sul tema della Sindrome da Gemello Scomparso è “Il mio gemello mai nato” di Caterina Civallero e Maria Luisa Rossi, di cui citiamo un brano introduttivo:

Si stima che una buona parte delle gravidanze comincia come gravidanza gemellare (la percentuale viene descritta in alcuni testi intorno al 10%, ma da ricerche condotte di recente il dato parrebbe molto sottostimato e si aggirerebbe intorno al 60-70% pertanto, ad oggi, i dati sono ancora imprecisi e incompleti).

Si parla anche di gravidanze bigemellari, trigemellari quadrigemellari, che però terminano con la nascita di uno solo degli embrioni presenti.

Questa scoperta ha visto le sue prime luci ufficiali intorno agli anni ’80. Al 3° Congresso Internazionale di Gemellogia, che si è svolto a Gerusalemme nel 1980, il dott. Blockage evidenziò che il fenomeno dei gemelli evanescenti è un fatto fisiologico della razza umana: quando veniamo concepiti non siamo soli, è presente nell’utero materno, con noi, nostro fratello o nostra sorella.

Anche se l’argomento genera molto stupore quando lo si apprende, soprattutto per la prima volta, occorre ricordare e tenere ben presente che si tratta sempre e comunque di un fenomeno naturale. È una modalità biologica ben precisa prevista da “madre natura”, un movimento necessario per la formazione della struttura e dell’organizzazione psichica dell’individuo.

 

Le implicazioni psicologiche della Sindrome del Gemello Scomparso (Vanishing Twin Syndrome definita quindi VTS) sono innumerevoli: ad oggi sempre più esperti si impegnano in tale direzione per meglio comprendere e poi supportare i sintomi e le dinamiche di un rapporto così importante, come quello con il proprio gemello che si risolve, nella maggioranza dei casi, con un distacco inesorabile.

Claude Imbert, in particolare, dottoressa francese specialista in psicologia pre-natale, nel suo libro “L’avvenire si decide prima della nascita” dimostra che molti problemi psicologici, affettivi e somatici hanno origine nella vita pre-natale.

Secondo il Dott. William Emerson, conosciuto in tutto il mondo come insegnante, oratore, scrittore e, soprattutto, pioniere della psicologia pre e peri-natale, membro onorario dell’“Istituto Nazionale di Salute Mentale” degli Stati Uniti, la memoria prenatale è la più influente e formativa, specialmente nel primo trimestre intrauterino: tutte le esperienze del nostro ciclo vitale a partire dalla nostra prima cellula sono conservate dentro di noi.

Secondo le sue teorie, le persone che hanno perso un gemello in utero manifestano dinamiche comuni: prima di tutto c’è un inesprimibile e profondo senso di perdita, di disperazione e di rabbia. Questi sentimenti, anche quando non espressi, possono, in alcuni casi, essere rivolti verso altri. Oltre a questo, si struttura un cronico sentimento di paura di subire di nuovo questa perdita. Tutto ciò accompagnato da grande insicurezza.

La paura della perdita viene controllata prendendo distanza dagli altri, manifestando una eccessiva timidezza e diffidenza, oppure, al contrario, instaurando relazioni simbiotiche di co-dipendenza.