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Inviato da La Città della Luce il 14 September 2019
Psicogenealogia e Genosociogramma

Gustav Klimt: Abbraccio (Die Umarmung) (1905-1909)

“Siamo, in fondo, in un certo senso, meno liberi di quanto crediamo.
Pertanto possiamo riconquistare la nostra libertà e svincolarci dalla ripetizione,
capendo ciò che accade, afferrando questi fili nel loro contesto e nella loro complessità.
Possiamo così vivere la nostra vita,
e non vivere quella dei nostri genitori o dei nostri nonni,
che noi rimpiazziamo consapevolmente o a nostra insaputa”

 

Anne Ancelin Schützenberger

Il termine “Psicogenealogia” viene usato per la prima volta dalla psicoanalista francese Anne Ancelin Schützenberger, docente di Psicologia all’Università di Nizza, allieva di Jacob Levi Moreno (ideatore dello Psicodramma) e di Françoise Dolto, per introdurre un nuovo approccio alla teoria sistemico-familiare in grado di analizzare e spiegare la trasmissione familiare (da una generazione all’altra) delle memorie di eventi tragici, di debiti e obbligazioni non risolti, di ripetizioni inconsce di schemi comportamentali, di cicli di vita non conclusi.

Tale trasmissione viene collegata non solo a eventi “privati” accaduti nelle famiglie, ma anche ad eventi “collettivi” particolarmente drammatici come guerre, calamità naturali o crisi economiche che hanno sconvolto le vite degli antenati con conseguenze gravi (morti, perdite di beni, lutti, incidenti, ...) che possono arrivare a influire sulle scelte di vita dei discendenti da tre a sette generazioni.

Secondo la Psicogenealogia dietro ai sintomi di malattie psicosomatiche o di malattie gravi, si possono rintracciare comportamenti e situazioni (per lo più inconsapevoli) che portano a drammi, suicidi, fallimenti ed incidenti spesso già vissuti nel passato da un antenato, magari all’insaputa del discendente: le privazioni, i torti subiti, le gravi perdite o le morti precoci creano nell’anima dell’intera famiglia (comprese le generaizoni future) una ferita e una sofferenza per quello che non si è potuto avere, per quello che è stato portato via con la violenza, per i sogni infranti o per le realizzazioni personali spezzate dal destino avverso.

Tali ripetizioni di destini si susseguono lungo varie generazioni dello stesso clan, i discendenti vengono inconsciamente incaricati dal clan di concludere i temi “irrisolti” dei loro antenati, di colmare vuoti, di riparare offese o ingiustizie, di restaurare ordini, ecc. che i loro predecessori non hanno potuto portare a termine attraverso quello che viene definito il “Progetto Senso"

 

Psicogenealogia e Genosociogramma

 

Il “Progetto Senso” è un tema centrale dell’approccio della Psicobiologia Transgenerazionale, elaborato da Claude Sabbah, Marc Fréchet, Gerard Athias e loro allievi nel filone: esso risulterebbe talmente radicato nel sistema familiare, che il concepimento stesso e la generazione di un figlio non avvengono a caso, ma sono connessi alle esigenze della lealtà familiare invisibile. Un figlio non viene concepito, atteso e generato solo per se stesso, ma per obbedire a sogni, desideri, progetti inespressi o incompiuti del clan familiare.

I genitori proiettano sul figlio o sulla figlia (più o meno inconsciamente) aspettative, desideri inespressi, sogni irrealizzati o trasferiscono in modo occulto missioni riparatrici ricevute dagli antenati e da essi inadempiute, incarichi di compensazione del destino familiare: la programmazione inconscia ricevuta dal clan, insieme alle influenze esterne (stimoli emotivi positivi e negativi) del periodo di gestazione e delle condizioni della nascita, costituiscono i condizionamenti più potenti ricevuti dalla famiglia e sono definiti “Progetto Senso”.

Un classico esempio è il nome che viene scelto per il nascituro: è il primo elemento di identificazione di un individuo in quanto tale, rivela l’appartenenza ad un gruppo familiare e la sua importanza dipende dalla valenza altamente simbolica che acquista nel contesto familiare: può significare l’appartenenza ad una religione, ad un’ideologia, ad un modello familiare moderno o tradizionale.

Il ripetersi degli stessi nomi, all’interno della stessa famiglia, significa ereditare moralmente anche le qualità, i valori, e il destino dell'antenato (o degli antenati) che lo hanno portato in precedenza, innescando il processo di trasmissione inter-generazionale, soprattutto ad esempio quando la scelta del nome corrisponde a quella di un membro precocemente scomparso: inconsciamente potrebbe essere dato al/alla bambino/a il compito di dare continuità alla vita e al “Progetto Senso” dell'avo estinto.

 

Albero Genealogico e Stemma Araldico
Albero Genealogico e Stemma Araldico

 

 

Per lo studio della Psicogenealogia, lo strumento principe è il Genosociogramma o Sociogramma che permette di comprendere il funzionamento del sistema familiare secondo un’ottica sistemica, e di valutare le connessioni da un punto di vista inter-generazionale: esso si differenzia dall’Albero Genealogico classico (quello realizzato dalle famiglie nobili fino al secolo scorso) in quanto l’Albero è un elenco schematizzato dei componenti di una famiglia, con i nomi e le date di nascita e morte, e solitamente sono esclusi da questi schemi tutti i soggetti ritenuti “socialmente non accettabili” (malati, criminali, figli illegittimi, aborti, “pazzi”, ecc.).

Il Genosociogramma parte dai dati anagrafici ma li considera in base a una prospettiva psico-sociale, con una visione sistemica della famiglia come un insieme di relazioni, di eventi e di interazioni, da cui emerge una visione delle complesse dinamiche familiari. In sostanza il Genosociogramma è un Albero Genealogico completo e commentato:

  • completo perché comprende tutti i componenti anche coloro considerati “impresentabili”;
  • commentato perché oltre i nomi e le date di nascita e di morte, vengono inseriti i fatti salienti di ogni componente (lavoro, incidenti, matrimoni, figli perduti o allontanati, malattie, spostamenti importanti, persone escluse ecc.).

Normalmente il Genosociogramma comprende da tre a sette generazioni e aiuta a chiarire le relazioni e il ciclo di vita del sistema familiare: la Schützenberger iniziò in questo modo a studiare le influenze dell’albero genealogico sulla vita di una persona e a comprendere certi “eventi inspiegabili” che ricorrevano in generazioni diverse in corrispondenza di certe date, o al compiersi di precise età (dovuti a quella che lei definì “sindrome da anniversario”).

Esaminare il contenuto del proprio Genosociogramma è come aprire uno scrigno che contiene preziose informazioni: coincidenza di date e di nomi, ripetizioni di eventi importanti, figure di cui nessuno ha mai parlato... Tutto questo vive dentro di noi e attraverso la nostra memoria inconscia, si manifesta nel nostro corpo, nelle nostre emozioni e nelle piccole egrandi scelte della vita di tutti i giorni.

 

Compilazione del Genosociogramma
Compilazione del Genosociogramma

 

La stesura grafica del Genosociogramma, arricchita dalle numerose informazioni presenti in ogni famiglia, offre l’opportunità di conoscere e ri-conoscere elementi che ci possono servire a dare senso ad accadimenti e fatti che possono dare origini a blocchi energetici; esso infatti permette di:

  • chiarire la propria storia familiare e le relazioni tra i diversi membri;
  • comprendere che la storia della famiglia non comincia con i nostri genitori ma ben prima di loro;
  • mettere in evidenza i ruoli familiari e le regole della famiglia;
  • osservare i processi di trasmissione e i fenomeni di ripetizione transgenerazionale, (lealtà familiari invisibili, segreti familiari, sincronie, le sindromi di anniversario, ecc.);
  • comprendere gli effetti di un lutto non risolto e gli effetti del “non-detto”.

Il genogramma può aiutare a riappropriarsi del proprio passato familiare, soprattutto quando questo viene vissuto come qualcosa da dimenticare o nascondere: attraverso una nuova comprensione di ciò che è stato ereditato, è possibile riscrivere la propria storia individuale che è relazionalmente connessa a quella di altri individui della stessa famiglia.

Questo studio ben si integra con il metodo delle Costellazioni Familiari e Sistemiche (sia individuali che di gruppo) e attraverso questa ricerca, è possibile riportare armonia in quelle parti del sistema familiare che presentano squilibri energetici a causa di persone escluse, segreti mai rivelati o ingiustizie subite, dando inizio e/o sostenendo il percorso di guarigione personale.

Dando un significato nuovo al passato, il Genogramma e le Costellazioni Familiari diventano uno strumento per generare cambiamento, vivere in modo nuovo le relazioni presenti e avere una chiave di lettura per le situazioni che si incontreranno nel futuro.

 

Articolo a cura di Tulsi Serena Baroni