La Festa di Samhain

Si avvicina la fine di Ottobre, il Sole è entrato nel Segno dello Scorpione, la stagione autunnale entra nella sua fase centrale di decadimento, cambia anche l'ora (ritorna l'ora legale) a sottolineare il progressivo accorciarsi delle giornate, la diminuzione delle ore di luce, dell'intensità del calore del sole, della forza vitale della natura.

Questo momento dell'anno veniva festeggiato nell'antichità con la festa pagana di Samhain, il Capodanno celtico: la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre era considerato un momento particolare, segnava la conclusione dell'estate, della bella stagione, e l'inizio dell'inverno, della cattiva stagione, un momento di morte e rinascita, una soglia tra la celebrazione per quanto si è ricevuto e l'inizio del nuovo ciclo.

Secondo questa tradizione, nella notte di Samhain si apre il portale che collega la vita e la morte, la fine e l'inizio: ciò che si è concluso va lasciato andare, attraverso i fuochi rituali di trasformazione e purificazione, anche l'ultimo raccolto è stato fatto, i semi per la stagione successiva vengono affidati al terreno, ma solo dopo il lungo inverno si vedranno i germogli della nuova stagione.

I Celti non temevano la morte e credevano che i morti ritornassero sulla terra in particolari momenti dell'anno: alla festa di Samhain, giorno fuori dal tempo e dallo spazio, sulla soglia fra i due mondi, quello terreno e quello spirituale, uomini e creature fatate, spiriti, demoni potevano incontrarsi. Era usanza lasciare una candela accesa davanti alla finestra per guidare gli antenati a ritrovare la loro casa e un po' di cibo e vino per ristorarli: i vivi accoglievano i loro cari defunti accendendo falò e fuochi e preparando del cibo e delle bevande per loro.

Nella notte di Samain
un passaggio dischiude:
occhi antichi tra le fronde
si riaprono a guardare
voci spente si rinnovano
come argento sorprendente.

Ora i morti disciolgono
dai giacigli della terra:

mani chiare si additano
il passaggio da solcare
per saldare la ferita
tra i morti e i viventi.

Fryda Rota

 

Abbracciare gli antenati: le Costellazioni Familiari

 

Quale momento migliore quindi per incontrare, onorare, integrare nella propria coscienza l'energia dei propri antenati, dei cari defunti: non è un caso che seguendo questa antica tradizione anche la Chiesa abbia istituito in questi giorni la festività dedicata a tutti i Santi (istituita da papa Gregorio III nel 835, inizialmente riservata ai soli apostoli) e la Commemorazione dei Defunti (introdotta dalla riforma di Oddone di Cluny nel 998).

Al di là di ogni credenza religiosa, l'energia legata a Samhain ci rimette in connessione con gli antenati defunti, con i morti della nostra famiglia, offrendoci la possibilità non tanto di rimpiangerli o di sentirne la nostalgia, quanto di celebrare insieme a loro l'energia della vita, dei cicli che si sono conclusi e che hanno permesso alla vita di andare avanti.

Come sappiamo bene dal lavoro con le Costellazioni Familiari, i membri scomparsi della nostra famiglia rischiano di diventare più importanti dei membri vivi, soprattutto se la loro appartenenza al sistema familiare non è nemmeno conosciuta o è stata dimenticata: è il caso dei membri scomparsi, dispersi, dimenticati, degli aborti, dei bambini morti o dei membri esclusi, tenuti segreti o allontanati per qualche motivo dalla famiglia.

Attraverso l'esplorazione del Campo Morfogenetico si apre lo stesso tipo di portale tra i vivi e i morti, tra l'energia del passato, che chiede solo di essere conosciuta e onorata, e quella del presente e del futuro, che può godere di un nuovo inizio o di un vigoroso rilancio vitale solo quando tutto il dolore, la sofferenza, la privazione presente nella storia del sistema familiare vengono sciolti e trasformati.

Il Segno dello Scorpione

 

Astrologicamente parlando, nella celebrazione di Samhain ritroviamo la simbologia dello Scorpione, che proprio nella sua prima decade (indicativamente dal 23 Ottobre al 1 Novembre) è governato da Plutone, il Pianeta che si trova in Domicilio Primario e rappresenta la morte e la rinascita, la fine di un ciclo attraverso il passaggio fondamentale della destrutturazione.

Solo apparentemente infatti la vita si ferma, la Natura “muore”: in realtà inizia un processo invisibile, che entra nelle profondità della terra, o attraverso il lavoro dei batteri, dei microrganismi, trasforma la materia inerte in una nuova risorsa fertile, necessaria per dare nutrimento al nuovo che verrà.

In esaltazione in questo Segno infatti troviamo Mercurio, il Pianeta della conoscenza, della dimensione piccola, minuscola, della comunicazione e dell'astuzia; in trasparenza poi troviamo proprio il Sole, il principio fondamentale dell'energia vitale, che rimane attivo quale energia onnipresente, pronto a risorgere.

Sarà poi Marte, Pianeta in Domicilio Base, a utilizzare tutta questa forza e a indirizzarla con determinazione e coraggio nell'intenzione interiore a superare la stagione difficile, ad affrontare qualsiasi avversità, ad accettare la lotta con la parte Ombra (frutto della paura e della sofferenza più profonde) per far prevalere la Luce.

Il Ciclo della Vita

 

L'Archetipo connesso a questo passaggio stagionale è senza dubbio il Distruttore, che rappresenta la capacità della coscienza individuale e collettiva di affrontare la morte, la fine, i passaggi più complessi e devastanti della vita proprio lasciando andare definitivamente che ciò che è concluso: come il fuoco dei falò di Samhain brucia e trasforma, libera l'energia contenuta nella materia, mantiene accesa la luce e forte il calore, così il Distruttore ci aiuta a ricominciare da capo ogni volta che è necessario.

La runa collegata a questa stagione è Hagalaz (che nel calendario runico entra il 28 Ottobre) e rappresenta le forze naturali distruttive, la grandine, il rinnovamento, la purificazione, il lasciar andare, l’inconscio e la rigenerazione. Le Rune sono la lingua degli Dei, nel mito esse ci arrivano come dono del dio Odino, a indicarci il percorso del Viaggio dell’Eroe, che si svolge in 24 passaggi fondamentali per l’evoluzione della nostra Anima.

Hagalaz apre la seconda famiglia di Rune o Aett di Heimdall, uno dei momenti più difficili del viaggio, in cui dobbiamo fare i conti con i concetti di Morte, Dolore e Destino. Con la Morte ci apriamo alla dimensione del mistero e dello spirito, siamo forzati ad accettare l'inaccettabile, confrontarsi con la Morte (Hagalaz), con il dolore per la perdita (Nauthiz) e con il conseguente vuoto (Isa) sono le prime prove che il giovane aspirante Eroe deve affrontare nel suo viaggio.

La Morte è cambiamento, trasformazione, ogni volta che si manifesta nella nostra vita significa che qualcosa si è definitivamente compiuto o è cambiato per sempre. Possiamo trascorrere il resto della nostra vita a rimpiangere i bei tempi andati oppure possiamo prendere atto del cambiamento e rinascere, rinnovati.

(Tratto da Runemal, il grande libro delle Rune, U. Carmignani, G. Bellini, Ed. Età dell’-Acquario 2009)

 

Articolo a cura di Sundara Simone Bongiovanni

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