In Viaggio con la Dea

Perché io sono colei che è prima e ultima
Io sono colei che è venerata e disprezzata,

Io sono colei che è prostituta e santa,
Io sono sposa e vergine,
Io sono madre e figlia,

Io sono sterile, eppure sono numerosi i miei figli,
Io sono donna sposata e nubile,
Io sono colei che dà alla luce e colei che non ha mai partorito,

Io sono colei che consola dei dolori del parto.
Io sono sposa e sposo,
E il mio uomo nutrì la mia fertilità,
Io sono madre di mio padre,
Io sono sorella di mio marito,
Ed egli è il figlio che ho respinto.
Rispettatemi sempre,

Poiché io sono colei che dà scandalo e colei che santifica.

Inno a Iside
Rinvenuto a Nag Hammadi, Egitto;
risalente al III-IV secolo a.C.

 

Nell’Asino d’oro di Apuleio, Isis parla:

 

“...Sono la Natura, la Madre Universale, il Mistero di Tutti gli Elementi, il Bambino Primordiale, la Sovrana di Tutte le Cose Spirituali, la Regina dei Morti, la Regina degli Immortali, la Singola Manifestazione di Tutti gli Dei e tutte le Dee. Io Sono.”

Molteplici poi sono i titoli conferiti a Iside, la Dea Madre:

Produttrice e dispensatrice di vita, Colei che abbraccia la terra, Produttrice di fertilità nelle acque, Afrodite, Atena, Ecate, Diana, Giunone, Colei che muove, Comprensiva, Consacrata, Cornucopia di tutti i nostri beni, Creatrice dell’inondazione del Nilo, Datrice di luce del cielo, Datrice di vita, Dea degli incroci, Dea della rugiada, Dea di tutte le Dee, Dea madre di Dio, Dea madre, Dea Stella Maris, Dea verde, Diadema di vita, Dea della pace, Divina, Colei che tutto ode, Fruttificatrice, Colei che concede il miracolo del latte della vita, Generatrice di re, Gentile, Gioia, Gioiello del vento, Giustizia, Grande signora degli inferi, Grande vergine, Grandissima,

Guardiana, Guida, Guida delle Muse, Grande maga, Immortale, Mediatrix tra il celestiale e il terreno, Medicina Mundi – il potere che guarisce il mondo, Iside dai diecimila nomi, Multiforme, Onnimunifica, Onniricevente, Onniudente, Onnivedente, Dispensatrice di ricchezze, Potere che guarisce il mondo, Potere che sorge dal Nilo, Regina del cielo, Regina della pace, Regina del sole, Regina del sud e del nord, Regina della terra, Regina d’Egitto di lino vestita, Dea del raccolto, Risurrezione e vita, Signora degli incantesimi, Signora del mare, Signora del mondo, Signora del pane, Signora del tuono, Signora del vento del nord, Signora dell’abbondanza,

Signora dell’amore, Signora delle api, Signora della bellezza, Signora della birra, Signora della casa di fuoco, Signora della crescita e del declino, Signora dell’eternità, Signora della fiamma, Signora della gioia e dell’allegria, Signora della grande casa, Signora della guerra, Signora della luce, Signora della tessitura, Signora della pace, Signora della parola del principio, Signora della piramide, Signora della terra delle donne, Signora della terraferma, Signora della vita, Signora delle bocche dei mari e dei fiumi, Signora delle due terre, Signora delle messi verdi, Signora delle parole di potere, Signora di ogni paese, Signora di tutti gli elementi.

 

 

Tutti i simboli collegati alla Grande Madre o che si riallacciano alle proprietà del "materno" sono di fatto contraddistinti da una forte ambivalenza, una duplice natura, positiva e negativa, quella della "madre amorosa" e della "madre terribile". Secondo Jung l'archetipo della Grande Madre è

«La magica autorità del femminile, la saggezza e l'elevatezza spirituale che trascende i limiti dell'intelletto; ciò che è benevolo, protettivo, tollerante; ciò che favorisce la crescita, la fecondità, la nutrizione; i luoghi della magica trasformazione, della rinascita; l'istinto o l'impulso soccorrevole; ciò che è segreto, occulto, tenebroso; l'abisso, il mondo dei morti; ciò che divora, seduce, intossica; ciò che genera angoscia, l'ineluttabile».

Per moltissimo tempo, dalla comparsa dell’essere umano sulla terra, l'umanità ha fatto ricorso alla Dea Unica, ed è solo negli ultimi millenni che si andata sostituendo nell'immaginario collettivo la figura del Dio maschio, che ha assorbito in sè qualità del tutto femminili, come quella del dare la vita, mentre la Dea è stata relegata al ruolo di madre o sposa o sorella del Dio, o come avviene per la religione cattolica, di Madre vergine.

Le grandi religioni monoteiste, al di là dei particolarismi confessionali, fanno a gara a chi ha più irriverenza e disprezzo per la donna: «Tanto vale spezzare le Tavole della legge» - commenta il Talmud - «piuttosto che spiegargliele». Talvolta fisicamente la donna è bella, ma è sempre pericolosa: «il suo sguardo è una rete, i suoi seni una trappola, le sue braccia catene». Moralmente, «vale più la malizia d’un uomo che la bontà d’una donna». (Eccl. 42: 14). Riassumendo, «la donna è più amara della morte». Questa è la parola di Dio.

Il profeta Maometto a sua volta afferma: «Ho visto che la maggior parte di coloro che sono nel fuoco dell’inferno sono donne… [Poiché] esse sono ingrate verso i loro mariti e deficienti in intelligenza e religione. Esse sono pericolose e impure nei loro corpi e nei loro pensieri. Io non tocco la mano delle donne e bisogna impedire loro d’imparare a scrivere».

Sulla base di un Principio Assoluto Maschile si è venuto creando un ordine patriarcale, ossia una forma di organizzazione politica, economica, religiosa e sociale basata sul concetto di autorità e leadership del maschile, nella quale si ha il predominio degli uomini sulle donne, del marito sulla moglie, del padre sulla madre e sui figli e figlie e della discendenza paterna su quella materna.